campeggio internazionale rivoluzionario, femminista, ecologista

domenica 11 ottobre 2009 di Antoine

Durante l’ultima settimana di luglio, in Grecia, a Molossi-Igoumenitsa, si è svolto il 26° campeggio internazionale rivoluzionario ecologista. Quasi 500 giovani, provenienti da tutto il mondo si sono ritrovati per discutere dell’anno politico trascorso e delle lotte che li hanno visti partecipare.

Scegliere dove fare il campo quest’anno, sulla base delle mobilitazini trascorse, non era scontato. La Francia? Dove oltre alla nascita del Nuovo partito Anticapitalista, ci sono state numerose mobilitazioni, da quella vittoriosa nelle Antille a quella nelle università, che ha visto anche i professori negli inediti panni dei contestatori?

Lo Stato spagnolo o l’Italia? Entrambi attraversati da forti movimenti di opposizione studentesca?

Alla fine la scelta è caduta sulla Grecia, che ha visto, oltre ad altri momenti di forte mobilitazione, un mese di lotta in cui studenti e lavoratori hanno messo a dura prova il governo, con occupazioni delle università e persino delle sedi sindacali, con assalti ai commissariati e barricate contro la polizia.

Abbiamo trascorso sette giorni intensi, carichi di dibattiti e confronti politici, di approfondimenti e, ovviamente, di divertimento.

Workshop tematici, momenti di formazione e meeting occupano gran parte delle giornate al campo. Ogni giorno si è affrontato un tema particolare. Si è discusso del femminismo e delle sue battaglie e rivendicazioni di spazio, non solo nella società, ma anche nelle organizzazioni della sinistra anticapitalista; della relazione tra l’oppressione di genere nei confronti degli orientamenti sessuali considerati “non compatibili” con la società attuale e le altre oppressioni. Non potevano mancare le lotte giovanili, con discussioni con alcuni dei compagni che hanno animato i collettivi del movimento “Onda Anomala” in Italia, i movimenti universitari in Grecia e Stato Spagnolo e le mobilitazioni studentesche in Francia. Abbiamo potuto discutere del mese di mobilitazioni seguite all’assassinio del giovane Alexandros Grigoropulos ad Atene e nelle altre città. Si è discusso di Imperialismo e di lotte antimperialiste, Palestina, Iraq, Afganistan, Venezuela. Si è poi affrontato l’importante dibattito sull’avanzata delle destre nazionaliste con particolare riferimento all’Europa, del razzismo istituzionale della “fortezza europea” e della legittimazione che questo porta ai vari gruppi presenti in europa, che porta sempre più spesso ad azioni violente, come mostra il caso italiano. Si è discusso anche della crisi ecologica e delle possibili alternative, di esempi di resistenza allo scempio dei territori, ecc.

Grande protagonista della riflessione di questo campo è stata, purtroppo la crisi, che sta spingendo all’estremo le dinamiche di oppressione di classe e le altre oppressioni specifiche del capitalismo, riducendo gli spazi delle libertà. La consapevolezza della sempre maggiore integrazione europea nel portare avanti le politiche antisociali della borghesia e nel rafforzare tutte le oppressioni, imperialismo, razzismo, maschilismo, autoritarismo in generale, spinge la sinistra anticapitalista europea ad organizzarsi su scala continentale. Ci siamo dunque ripetuti l’impegno a costruire una sinistra europea che sia all’altezza delle dure sfide del futuro.

Il campo, come sempre, è un’ottima occasione per conoscere compagni da tutto il mondo, per avere notizie di prima mano sugli avvenimenti che sempre meno spesso si leggono sui giornali e non percé non accadono, ma sempliceente perché la maggior parte dei media preferisce tacere sulle resistenze che continuamente scoppiano contro questo sistema ingiusto ed oppressivo.

Per i giovani del Movimento per il socialismo, quasi tutti alla loro prima esperienza, è stato un bel viaggio di scoperta nelle diverse facce della resitenza al capitalismo e del tentativo di superarlo per costruire un altro mondo necessario.

Il forum conclusivo di venerdì, animato da numerosi cori rivoluzionari, ha chiuso ufficialmente la 26° edizione del Campeggio internazionale rivoluzionario femminista e ecologista. Un momento di forte emozione, come del resto ogni singolo giorno trascorso al campo, che resterà per sempre nei nostri cuori e che fungerà da bussola per le nostre prossime attività di militanza politica. Torniamo in Svizzera, con la consapevolezza di non essere i soli a batterci per una società migliore, anticapitalista, rispettosa dell’ambiente, dove chi lavora decide del proprio destino e dove esiste realmente un futuro per tutti.

L’anno prossimo non potremo mancare all’appuntamento, che si terrà in Italia, dove continueremo a scambiarci le nostre esperienze di lotta, speriamo sempre più numerose e vincenti.


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